giovedì, 16 febbraio 2006
E' russa la prima dopata

Olga Pyleva, argento nel biathlon

Il laboratorio di Orbassano ha accertato un caso di positività tra i campioni prelevati nei giorni scorsi durante i Giochi. Si tratta della russa Olga Pyleva medaglia d'argento nella 15 km di biathlon svoltasi lo scorso lunedì. La positività è stata comunicata in mattinata durante una riunione della task force antidoping convocata dal Cio. La sostanza individuata sarebbe uno stimolante importato dalla Russia.

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categoria:doping
domenica, 12 febbraio 2006

Vi segnalo un articolo allucinante apparso sabato sull'inserto Weekend del quotidiano inglese Financial Times scritto da un folle di nome David Owen che spinge per la liberalizzazione del doping nello sport con le seguenti motivazioni.
1. I 10 secondi di Ben Johnson (nel 100 metri, 9"79 per la precisione, il canadese fu poi squalificato ribeccato negli anni successivi eovviamente radiato) ai Giochi di Seul sono stati per me i più eccitanti della storia dello sport.
2. I migliori atleti in circolazione sono quelli che dispongono di un buon avvocato e un buon chimico (aforisma meraviglioso).
3. Preferirei che mio figlio prendesse l'ormone della crescita piuttosto che giocasse a rugby. Almeno non ho mai sentito di casi di uso di Gh che causano tetraplegia
.
4. La scienza e la medicina oggi permettono una somministrazione molto accurata e valutata di steroidi rispetto al passato, quindi il gioco non è più pericoloso.
Il pezzo è stato ripreso ieri dall'Ansa e oggi da alcuni quotidiani, coi commenti che potete immaginare da soli.
Cosa fareste di questo tizio se foste il direttore del Financial Times?
Ah, c'è anche il sondaggio sulla liberalizzazione del doping.

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categoria:polemiche, doping
venerdì, 10 febbraio 2006
Iniziamo subito con un bel casino, via!
 
(Reuters) - Il doping movimenta l'apertura dei Giochi olimpici invernali di Torino a poche ore dalla cerimonia inaugurale che stasera darà il via alla terza Olimpiade italiana e a due settimane di gare. Sulla scia delle polemiche degli ultimi mesi, sono discordanti alcune dichiarazioni rilasciate da un responsabile del ministero della Salute e dal Comitato olimpico internazionale (Cio) in merito ai risultati di alcuni test preliminari sulla presenza di Epo condotti su alcuni atleti ai Giochi. Giovanni Zotta, presidente della Commissione di vigilanza sul doping del ministero della Salute e membro della Commissione olimpica sul doping del Cio, ha detto a Reuters che, a seguito di controlli preliminari, alcuni atleti sono stati fermati "per episodi di Epo ematocrito, ma deve essere tutto verificato". Ma il Cio ha smentito Zotta. "Questa informazione non è corretta", ha detto la responsabile delle comunicazioni del Cio Giselle Davies. L'Epo (Eritropoietina) è una sostanza vietata nello sport che aumenta il numero di globuli rossi del sangue che trasportano ossigeno e consente di migliorare le prestazioni fisiche. Dopo il commento del Cio, Zotta ha detto in una nota che "in merito al caso dei fondisti fermati dalla Fis per un tasso di emoglobina troppo elevato, si smentisce categoricamente di aver rilasciato dichiarazioni attestanti casi di doping accertati nel corso del Programma di controlli antidoping svolti nell'ambito dei XX Giochi Olimpici di Torino 2006". Nei commenti rilasciati a Reuters Zotta aveva detto che saranno necessari altri test prima di avere una conferma.
OTTO SCIATORI SOSPESI
Poco prima delle dichiarazioni di Zotta, il segretario generale della Fis Sarah Lewis aveva detto a Reuters che otto sciatori sono stati sospesi per cinque giorni dopo che i test hanno mostrato un livello sopra la norma di emoglobina nel sangue. La Fis ha aggiunto che la sospensione di cinque giorni non è una sanzione ma una misura di precauzione per la salute degli atleti. Non è chiaro se ci sia una connessione tra i casi citati da Zotta e i fondisti.
ALTRI ESAMI
La Fis ha reso noto di aver testato gli sciatori nordici ieri, e che il Cio condurrà test separati sugli stessi atleti. L'Epo impiega tre giorni per risultare nei test sul dopign, ha detto la portavoce della Fis Riikka Rakic. Questo può indicare che gli esami di ieri sugli sciatori potrebbero non aver rivelato tracce di Epo in quanto i tre giorni non sono ancora trascorsi. Zotta ha riferito a Reuters che sono stati condotti 98 test Epo fino a ieri sera, in circa cinque giorni. La questione doping è emersa alcune ore prima che migliaia di atleti, capi di stato e personalità di calibro internazionale, inclusa la first lady Usa Laura Bush, si presenteranno allo Stadio Olimpico di Torino per l'apertura dei Giochi, che si svolgeranno fino al 26 febbraio. La titolarità degli esami sul doping è stata al centro di una disputa tra Cio e governo italiano per mesi prima di risolversi con una mediazione circa una settimana fa. Ai sensi dell'accordo, il Cio ha ottenuto di mantenere la titolarità sugli esami e sulla lista delle sostanze vietate, mentre il ministero della Salute, che rivendicava la competenza in materia della commissione ministeriale di vigilanza antidoping, ha ottenuto la partecipazione del presidente Zotta all'organismo del Cio. Il governo ha inoltre mantenuto inalterata la legge antidoping italiana che prevede sanzioni penali, mentre il Comitato olimpico internazionale considerava solo l'applicabilità di sanzioni amministrative.
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categoria:doping
martedì, 31 gennaio 2006

La spinosa questione dei controlli antidoping a Torino 2006 si è risolta quasi sul filo di lana. Sarà una task force sotto l'egidia del Comitato olimpico internazionale ( CIO), ma allargata al presidente della Commissione di vigilanza antidoping ( Cvd) ad effettuarli, mentre viene sospesa per due mesi l’efficacia del decreto Storace che ne affidava il compito alla Cvd stessa. 

A rivelare ieri l’esito positivo della querelle è stato Mario Pescante, il supervisore di Torino 2006. Pescante aveva raggiunto l’intesa di massima sui controlli con il CIO secondo cui, pur restando in vigore le sanzioni penali per gli atleti trovati positivi, i controlli sarebbero stati effettuati secondo le direttive dell’Agenzia mondiale antidoping. Poi il decreto Storace, firmato il 5 gennaio 2006, aveva in pratica stravolto l’accordo. L’intesa raggiunta tra Pescante e Storace ora chiude la vicenda, a undici giorni dall’inaugurazione dei Giochi. 
« È un buon accordo, che soddisfa il CIO: ne ho parlato oggi al presidente Jacques Rogge e mi ha dato il suo assenso – sottolinea lo stesso Pescante –. Quest’accordo consente che la legge italiana venga rispettata per quanto riguarda le sanzioni penali, ma allo stesso tempo conferma l’applicazione del codice dell’Agenzia mondiale antidoping per la lista delle sostanze proibite. Pur essendo un’intesa sofferta, è da apprezzare, e ringrazio la disponibilità del ministro alla Sanità Francesco Storace e i buoni uffici del sottosegretario Gianni Letta » . 
L’intesa sui controlli antidoping per Torino 2006 è stata possibile grazie ad un provvedimento del ministro Francesco Storace, che sospende temporaneamente – e cioè dal 1 ° febbraio al 31 marzo prossimi – il decreto precedente. Il provvedimento prevede che il presidente della Commissione di vigilanza sul doping, Giovanni Zotta, faccia parte della commissione medica che effettuerà i controlli a sorpresa, insieme con due rappresentanti dell’Agenzia mondiale antidoping, uno del Toroc ( il comitato organizzatore dei Giochi torinesi) e uno del CIO. 
Il decreto, che ha efficacia immediata, prevede inoltre che al termine della deroga di due mesi, rimarrà il principio della legge 376, in base alla quale sarà la Commissione di vigilanza antidoping ad effettuare su tutto il territorio italiano le analisi. Questo per qualunque competizione, sia essa nazionale o internazionale.

 

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categoria:doping
lunedì, 23 gennaio 2006

(ANSA) - ROMA, 23 gen - La legge antidoping restera' quello che e', nessuna depenalizzazione ma nei prossimi giorni, probabilmente entro la settimana, verra' trovato un accordo a Palazzo Chigi sulle Olimpiadi 2006. La soluzione, secondo Il sottosegretario al ministero della Salute, Cesare Cursi  sara' quella di inserire all'interno della commissione antidoping delle Olimpiadi i rappresentanti della commissione di vigilanza presso il Ministero. Giovanni Zotta, presidente della Commissione antidoping, dichiara inoltre che,  dal 31 gennaio al 25 febbraio possono essere attuati controlli antidoping all’interno dell’evento di Torino 06. >>

 

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categoria:doping