La spinosa questione dei controlli antidoping a Torino 2006 si è risolta quasi sul filo di lana. Sarà una task force sotto l'egidia del Comitato olimpico internazionale ( CIO), ma allargata al presidente della Commissione di vigilanza antidoping ( Cvd) ad effettuarli, mentre viene sospesa per due mesi l’efficacia del decreto Storace che ne affidava il compito alla Cvd stessa.
A rivelare ieri l’esito positivo della querelle è stato Mario Pescante, il supervisore di Torino 2006. Pescante aveva raggiunto l’intesa di massima sui controlli con il CIO secondo cui, pur restando in vigore le sanzioni penali per gli atleti trovati positivi, i controlli sarebbero stati effettuati secondo le direttive dell’Agenzia mondiale antidoping. Poi il decreto Storace, firmato il 5 gennaio 2006, aveva in pratica stravolto l’accordo. L’intesa raggiunta tra Pescante e Storace ora chiude la vicenda, a undici giorni dall’inaugurazione dei Giochi.
« È un buon accordo, che soddisfa il CIO: ne ho parlato oggi al presidente Jacques Rogge e mi ha dato il suo assenso – sottolinea lo stesso Pescante –. Quest’accordo consente che la legge italiana venga rispettata per quanto riguarda le sanzioni penali, ma allo stesso tempo conferma l’applicazione del codice dell’Agenzia mondiale antidoping per la lista delle sostanze proibite. Pur essendo un’intesa sofferta, è da apprezzare, e ringrazio la disponibilità del ministro alla Sanità Francesco Storace e i buoni uffici del sottosegretario Gianni Letta » .
L’intesa sui controlli antidoping per Torino 2006 è stata possibile grazie ad un provvedimento del ministro Francesco Storace, che sospende temporaneamente – e cioè dal 1 ° febbraio al 31 marzo prossimi – il decreto precedente. Il provvedimento prevede che il presidente della Commissione di vigilanza sul doping, Giovanni Zotta, faccia parte della commissione medica che effettuerà i controlli a sorpresa, insieme con due rappresentanti dell’Agenzia mondiale antidoping, uno del Toroc ( il comitato organizzatore dei Giochi torinesi) e uno del CIO.
Il decreto, che ha efficacia immediata, prevede inoltre che al termine della deroga di due mesi, rimarrà il principio della legge 376, in base alla quale sarà la Commissione di vigilanza antidoping ad effettuare su tutto il territorio italiano le analisi.
Questo per qualunque competizione, sia essa nazionale o internazionale.