sabato, 25 febbraio 2006
Pronostici e pressioni



I migliori, quelli dati a medaglia, quella d'oro mica scherzi. I favoriti, i più attesi; i nostri campioni. E quasi tutti finiti col culo per terra; neanche la medaglia di legno. Carolina Kostner, la giovane atleta portabandiera data tra lemigliori (benché a tecnica lontana ancora dalle prime), la coppia Fusar Poli - Margaglio, tornati a gareggiare apposta per queste Olimpiadi, già campioni, attesissimi, e il nostro Giorgio Rocca erede di Tomba, parlatissimo. Grandi pressioni, grandi attese, e grandi voli sulla neve e sul ghiaccio. Forse che per la prossima volta impariamo a viaggiare con un profilo più basso?
postato da: : Abboriggeno alle ore 19:58 | Permalink | commenti (5)
categoria:polemiche, campioni
lunedì, 20 febbraio 2006
Pesanti critiche giungono in questi giorni dalla stampa estera che fa un primo bilancio delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. "Dove si sono nascosti gli spettatori?", la domanda più frequente dei giornalisti stranieri.
"Le tante competizioni da una parte, la poca partecipazione sugli spalti dall'altra. Nevica sui Giochi e la neve caduta in questi giorni copre le molte carenze", scrive il settimanale tedesco "Focus". Se già a inizio anno il "Wall Street Journal" denunciò: "Saranno Olimpiadi senza pubblico", ora anche la stampa internazionale si è accorta che gli spettatori scarseggiano.
 
Molte le carenze strutturali che vengono evidenziate anche dai vari media presenti a Torino. La scelta di svolgere le gare più popolari in impianti con una capienza limitata, la critica più frequente. È il caso del pattinaggio di figura, che a Torino è ospitato al Palavela con 8.000 posti disponibili mentre a Salt Lake City i posti erano 17.500 (nel mio piccolo mi unisco con vigore alla protesta! n.d.ww). L'ultimo allarme arriva dalle prenotazioni negli alberghi dove anche in queste due settimane olimpiche ci sono ancore molte centinaia di stanze disponibili, sia a Torino che pure nei diversi siti che ospitano le gare. "C'è poco entusiasmo per l'evento e le Olimpiadi di Torino rischiano di essere un vero flop", scrive il "Der Spiegel". "Colpa anche dei prezzi molto alti: il biglietto più popolare costa in questo caso 250 euro mentre i posti più ambiti si vendono a 850 euro", si lamenta il "Bild". "Abbiamo grande rimpianto delle due settimane indimenticabili passate con migliaia di spettatori ai bordi delle piste e negli stadi a Salt Lake City", la sentenza dei telecronisti della NBC da Torino.

"Le condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni non hanno di certo favorito l'immagine di Torino nel mondo. Gigantesche pozzanghere, pantano e melma ai bordi delle piste. Quando Sven Fischer ha vinto l'oro nel biathlon a San Sicario si è raggiunto il punto più profondo. I siti olimpici assomigliavano nei giorni scorsi a veri e propri porcili", l'affondo del "Focus". "Sulla luna starebbe molto più comodi."

"Persino a Sestriere, quota 2035 metri, assomiglia ad una città dei fantasmi. Poca gente in giro, per non parlare delle masse di neve ai bordi delle strutture sportive che avevano più le sembianze di blocchi grigi di cemento. Ma di pulizia delle strade non ne hanno mai sentito parlare?", le lamentele dei giornalisti di "Focus".
"Grazie alle nevicate di giovedì ora le molte tv presenti a Torino potranno di nuovo inscenare un’Olimpiade invernale in tutti i sensi mostrando panoramiche e finalmente paesaggi di nuovo innevati", scrive la francese AFP.
"Alla fine siamo sicuri che saranno delle buone Olimpiadi", tiene a sottolineare in queste ore Thomas Bach, vicepresidente del comitato olimpico internazionale (IOC). Ma purtroppo l'atmosfera olimpica che si è respirato a Torino durante la prima settimana di competizioni non è paragonabile a quella di Salt Lake City di quattro anni fa.

"Nel capoluogo piemontese si stanno svolgendo in questi giorni due diversi eventi", scrive nella sua critica il sito della BBC. "In cima, i Giochi invernali per una parte di atleti, in città - a più di 100 chilometri di distanza - le competizioni nell'arena del ghiaccio. Unico punto di congiunzione tra i due eventi le cerimonie di premiazione sulla piazza Medal Plaza in centro città. Qui, in una città tirata a lustro, accorrono ogni sera oltre 8000 spettatori. Questi però sembrano essere più interessati ai vari concerti gratuiti delle star internazionali che alle premiazioni ed alle competizioni olimpiche in generale. Una cosa in comune però c'è l'hanno, sia in montagna che a valle: la mancanza di passione."

"'Passions lives here', il motto dei Giochi di Torino, non si è vista in questa prima settimana", scrive anche l'agenzia AP. Poco pubblico ma 802.000 i biglietti venduti. Molti analisti vedono in questa discrepanza di numeri una possibile causa; infatti molti di questi pacchetti-biglietti sono stati andati ai vari sponsor e ai sostenitori dei Giochi che poi non li usano.
 
Elmar Burchia per Dagospia.com
postato da: : WallyWest alle ore 12:31 | Permalink | commenti (5)
categoria:polemiche
domenica, 12 febbraio 2006
Il cappellino delle cause perse

Mi pare il caso di riportare qui, a proposito delle solite polemiche su chi manifesta contro le Olimpiadi, quanto scritto saggiamente da Michele Serra due giorni fa sull'Amaca di Repubblica.


Chissà se qualcuno, nel movimento cosiddetto "antagonista", si è reso conto del suicidio politico prodotto dalle continue molestie stradali imposte ai tedofori, e più in generale dalla contestazione anti-olimpica. Scelta così impopolare, e così meschina, da avere compattato l'opinione pubblica come raramente accade: da destra a sinistra. E' pur vero che le minoranze spesso si beano del proprio isolamento, considerandolo nobile e gratificante. Ma la politica, insomma, è fatta anche di consenso, come ben sa quel povero sindaco della Val di Susa ripreso dai telegiornali mentre fronteggiava, furibondo, un tizio col cappellino peruviano che, nel nome della lotta alla Tav, disturbava il corteo olimpico. Quel sindaco sa benissimo che la causa anti-Tav, che pure qualche buona ragione ce l'ha, è uscita con le ossa rotte da questa vigilia pre-olimpica, e proprio grazie ai tipi col cappellino peruviano (di solito gente di quarant'anni che vive, beata lei, come se ne avesse sedici). Ovviamente la faccenda della Tav riguarda molto più strettamente quel sindaco, e i suoi amministrati, piuttosto che i molestatori dei tedofori. Ma a loro, che gliene frega del sindaco, della Tav e della Val si Susa? Perduta quella causa, adranno da qualche altra parte a perdere la successiva. L'importante è avere il cappellino.

[Grazie ad Ila per la segnalazione.]
postato da: : Abboriggeno alle ore 20:19 | Permalink | commenti
categoria:polemiche
domenica, 12 febbraio 2006

Vi segnalo un articolo allucinante apparso sabato sull'inserto Weekend del quotidiano inglese Financial Times scritto da un folle di nome David Owen che spinge per la liberalizzazione del doping nello sport con le seguenti motivazioni.
1. I 10 secondi di Ben Johnson (nel 100 metri, 9"79 per la precisione, il canadese fu poi squalificato ribeccato negli anni successivi eovviamente radiato) ai Giochi di Seul sono stati per me i più eccitanti della storia dello sport.
2. I migliori atleti in circolazione sono quelli che dispongono di un buon avvocato e un buon chimico (aforisma meraviglioso).
3. Preferirei che mio figlio prendesse l'ormone della crescita piuttosto che giocasse a rugby. Almeno non ho mai sentito di casi di uso di Gh che causano tetraplegia
.
4. La scienza e la medicina oggi permettono una somministrazione molto accurata e valutata di steroidi rispetto al passato, quindi il gioco non è più pericoloso.
Il pezzo è stato ripreso ieri dall'Ansa e oggi da alcuni quotidiani, coi commenti che potete immaginare da soli.
Cosa fareste di questo tizio se foste il direttore del Financial Times?
Ah, c'è anche il sondaggio sulla liberalizzazione del doping.

postato da: : frittole alle ore 14:01 | Permalink | commenti (6)
categoria:polemiche, doping
venerdì, 10 febbraio 2006
Meno uno

Ci siamo. Domani sera (o meglio, stasera) ci sarà l'apertura ufficiale delle due settimane di Olimpiadi. Noto con piacere che questo Blog sta avendo un discreto successo in poco tempo, in barba alla totale disinformazione sull'evento da parte degli organi d'informazione ufficiale. Mentre in tivù -se mi consentite una veloce polemica- non mancano (a parte la faccia del Premier) gli spot del Governo, dalle grandi opere (?), ai bonus per il computer allo sveltimento di procedure burocratiche. Tutte cose che si sentono solo ora in prossimità delle elezioni.

Ebbene, a meno uno dall'apertura ufficiale, prendiamoci tutti una bella pausa dalla campagna elettorale e tuffiamoci in questo mondo di sport ed entusiasmo che sono le Olimpiadi.
(E fanculo i No-Global che si metteranno di mezzo, stavolta!)

Colgo l'occasione per ricordare a chi fosse interessato a mettere il banner di sinistra col logo ufficiale nel proprio sito che basta cliccarci sopra per avere il codice (solo su quello rosso in alto).
postato da: : Abboriggeno alle ore 03:10 | Permalink | commenti (3)
categoria:polemiche, aspettando le olimpiadi
giovedì, 09 febbraio 2006
Io sono una persona abbastanza menefreghista, tant'è che pur essendo torinese non partecipo a nessuna iniziativa per le Olimpiadi, non per pesanti questioni di principio, ma semplicemente perché il tema non mi faceva né caldo né freddo. Eppure oggi mi sono quasi commosso. Oggi la fiaccola mi è passata praticamente sotto casa e vedere la Nuova Torino in festa, con i cantieri finalmente in chiusura, la gente per strada, i bambini con le bandierine colorate, i poliziotti sorridenti e caciaroni e i vecchiacci per una volta allegri mi ha fatto cambiare idea. O meglio, mi hanno fatto decidere da "che parte stare".
Le Olimpiadi sono una grande festa ed è inconcepibile che qualcuno voglia fermarle e che le proteste continuino, o che ci siano interferenze con altre questioni (TAV, Coca Cola), creando polemiche per partito preso. Come si può interrompere un così bello spettacolo? E solo oggi mi rendo conto della fortuna che queste Olimpiadi saranno per Torino, finalmente valorizzata, finalmente luogo turistico e finalmente non solo più "la città della FIAT".

Le Olimpiadi sono una grande festa: divertiamoci!

P.S.: La signora Franca oggi mi ha salutato dalla sua macchina. Sono un vero latin lover
postato da: : PerO alle ore 21:14 | Permalink | commenti
categoria:polemiche, eventi, nefandezze olimpiche
mercoledì, 08 febbraio 2006

TORINO (Reuters) - Pollice verso per il villaggio olimpico da parte di molti dei più forti atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Torino.

Il campione americano di sci Bode Miller, grande favorito, ha scelto di alloggiare nel camper che usa anche durante il tour di Coppa del Mondo

"Il villaggio è per molti aspetti poco ospitale e poco adatto per il benessere di un atleta. I letti sono piccoli e scomodi", ha dichiarato alla stampa il 28 enne statunitense. "Ho una casa-mobile, il mio cibo, il mio letto, il mio cuscino. Sono piuttosto indipendente".

"Credo che in queste gare così importanti, sia importante non modificare le cose".

Anche il suo compagno di squadra Daron Rahlves, che ha vinto due medaglie nei Mondiali della scorso anno, ha il suo camper, dove sta con sua moglie e il cane. "E' bello avere un ambiente in cui ti senti a tuo agio" ha detto.

Lo sciatore austriaco Rainer Schoenfelder ha detto che intende trascorrere il minor tempo possibile nel villaggio di Sestrière. "Me ne andrò non appena finirà la combinata e non appena finirà lo slalom gigante" ha dichiarato sul suo sito personale.

Lo specialista, quarto nella combinata di Salt Lake City nel 2002, ha detto che il villaggio olimpico non è adatto a prepararlo. "Durante le Olimpiadi la gente è molto emotiva, sia nel bene sia nel male. E' come se stessi lottando per la tua vita. Questo tipo di energia e di ambiente non vanno bene per concentrarsi per le gare".

"CAMERA FREDDA E POLVEROSA"

Mentre Miller e Rahlves decidono di non mescolarsi con le migliaia di atleti che faranno del villaggio la loro casa, altri si adattavano a malapena all'ambiente.

Il pattinatore americano Johnny Weir si è immerso nell'atmosfera del villaggio di Torino, ma anche lui non è rimasto favorevolmente colpito dalla sistemazione nel Lingotto.

"E' bello essere nel villaggio olimpico perché si tratta del villaggio olimpico, ma è spartano, la camera è fredda e polverosa", ha detto il tre volte campione statunitense. "Quando si tratta di viaggiare sono come una principessina, ci tengo alle comodità. Ho tossito per via della polvere".

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge, invece, non ha trovato alcuna pecca con la sistemazione. E durante i Giochi, al posto che nei grandi alberghi, dormirà nel villaggio.

postato da: : WallyWest alle ore 17:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:polemiche
mercoledì, 08 febbraio 2006
Vabbene la Torino olimpica, vabbene che funziona tutto a meraviglia, vabbene che è tutto una figata,vabbene scherzarci sopra, vabbene che sembra Zurigo (sarà poi un complimento?), ma se Gramellini è convinto che sia necessario avere 365 giorni di Olimpiadi perchè a Torino resti tutto così efficiente, beh, se le faccia a casa sua... Quindici giorni sono ok, un anno sarebbe un suicidio. Per non sprecare spazio mi limito a spiegare qui perchè non mi sento rappresentato da Gramellini.
postato da: : frittole alle ore 14:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:polemiche
domenica, 05 febbraio 2006
Salve a tutti.

Sono in Portogallo a finire l'Erasmus; tra pochi giorni tornerò in italia, e prenderò l'onda lunga delle Olimpiadi invernali di Torino. Qualche volta sbircio i giornali per vedere se dicano qualcosa di questa manifestazione sportiva così importante: ma niente.
Il Portogallo non è certamente un paese di sciatori -l'altra domenica, quando ha spolverato un pò di neve, c'è stato il blocco totale delle autostrade e disagi incredibili-, ma ignorare del tutto i Giochi olimpici invernali mi sembra eccessivo. In fondo é pur sempre Sport, e non é detto che non esistano atleti portoghesi che in futuro non vorranno parteciparvi.
Oltretutto, questo per rimarcare comunque che la promozione da parte della nostra stampa é scarsissima. Nessuno sa che in Italia stanno per cominciare le Olimpiadi invernali.
Devo proprio uscire con un bel cartello al collo.
postato da: : Ari alle ore 23:50 | Permalink | commenti (4)
categoria:polemiche, inviati esteri
giovedì, 02 febbraio 2006

Cosa mi tocca vedere/sentire.. inizio davvero a capire quella canzone che diceva (per fortuna e )  purtroppo sono italiano.

A torino al gente che non sa far altro che lamentarsi.. scrive ai giornali lamentandosi "dei monumenti di arte moderna messi dentro le rotonde".. sarà mai "europea" torino? AN fa campagna elettorale con cartelli "BASTA AI CANTIERI STRADALI"... am stiamo scherzando? Ci hanno "rifatto" la città.. hanno fatto la metropolitana che si prometteva da 50anni.. e la gente sa solo lamentarsi...

Poi giri i giornali stranieri.. e ti accorgi che gli USA "nel dubbio" si portano dietro polizia, esercito e medici di ogni genere.. i giornali svizzeri (les temps) si incazzano (a volte lo fanno anche gli svizzeri) perchè, parole loro, l'italia sta di proposito snobbando le olimpiadi (alle quali gli svizzeri sono legatissimi..  la neve è il loro pane) e ovunque guardi vedi solo il premier. Si incazzano perchè fa piu' TITOLONI la Juve che oramai è in testa da 6 mesi piuttosto che le olimpiadi a 10 giorni..

In tutto il mondo sale il fermento.. sale l'attesa.. tranne che in italia.. a torino sale.. ma piu' per l'ansia da traffico che per l'evento in se..

I giornali svizzeri titolano <<Eteignez la torche», une discipline olympique très prisée en Italie>> ovvero "spegnere la torcia la disciplina olimpica preferita in italia"

postato da: : mercantdliqueur alle ore 14:51 | Permalink | commenti (11)
categoria:polemiche
giovedì, 02 febbraio 2006
Film choc sull'altra faccia dei Giochi - Protagonisti i nuovi poveri di Torino

TORINO. Un pugno nello stomaco della Torino olimpica: è "Porca miseria", il film documentario di Armando Ceste, proiettato ieri in anteprima al cinema Massimo. Sono 60 minuti di povertà, di barboni che dormono tra i cantieri dei Giochi, di pensionati che a settant'anni imparano a rubare al supermercato per sbarcare il lunario, giovani eternamente precari, di cassintegrati. Il dato di partenza stride con l'opulenza della festa imminente: 100 mila nuovi poveri nella città che si prepara alla festa, pari al 12% della sua popolazione, un punto in più della media nazionale.
Girato in città tra il maggio e il novembre 2005 attraverso i luoghi del consumo, i cancelli delle fabbriche e le strade notturne, raccoglie le testimonianze degli operai Olivetti di Ivrea, dei cassaintegrati Fiat, dei ragazzi dei movimenti che si ispirano a «San Precario», degli operatori dei call center, dei senza tetto, di coloro che hanno lavorato tutta una vita e non hanno in tasca abbastanza per fare la spesa.
Primo ciak nel dormitorio pubblico di via Carrera, ultimo al teatro Regio nel giorno dello sciopero generale cui aderirono anche le coriste in segno di protesta ai tagli alla cultura.

Il film si inserisce tra le pieghe umane di vissuti sofferti che un dossier-choc della Caritas già nel 2004 aveva denunciato.

(02/02/2006 - Avvenire e 27/01/2006 - LaStampa)
postato da: : dontyna alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:polemiche, aspettando le olimpiadi
giovedì, 02 febbraio 2006
Il Comitato Olimpico Nipponico ha vietato ai suoi atleti di aggiornare i propri blog personali durante le gare delle prossime olimpiadi. Motivo: la Carta Olimpica limita l’attività giornalistica degli atleti. E fioccano le perplessità.
 
Viva il blog, a morte il blog. In estremo oriente non sono pochi i paesi che “ce l’hanno” con internet, ma un annuncio del genere da parte dell’ipertecnologico Giappone in pochi se lo sarebbero aspettato. E invece è arrivato, proprio da Tokio: tutti gli atleti del Sol Levante che si presenteranno a Torino per i prossimi Giochi Olimpici non potranno – per tutta la durata della manifestazione – aggiornare i propri blog. La pena, nient’affatto leggera, è la squalifica. La motivazione, invece, e pare incredibile, è ricordata dal Comitato Olimpico Internazionale: la Carta Olimpica limita l’attività giornalistica degli atleti durante lo svolgimento dei giochi. Dunque: giù le mani dal mouse.
La questione è sorta quando l'atleta nipponico Kentaro Minagawa (nella foto), dopo essersi piazzato quarto nella gara di Wengen (Svizzera) della Coppa del Mondo di Slalom, ha aggiornato il suo diario on line. "Questa sera mi sto rilassando al pensiero di come è finita la gara di ieri", ha scritto sul suo blog, "Voglio vincere. Voglio scendere giù più veloce di tutti gli altri". Niente di criminale, ma è stato fatto notare che durante le olimpiadi tutto questo non potrà esistere.
O meglio, forse non potrà esistere. Perché considerare l’atto del “bloggare”, il semplice aggiornamento del proprio blog personale, come “attività giornalistica” è forse eccessivo. Non che la categoria meriti tanto, ma forse equiparare la funzione di mediazione giornalistica, cruciale dal punto di vista dell’obiettività e della completezza, con una semplice confidenza fra atleta e fans, è troppo. “La questione è dibattuta”, dicono dal Giappone, ma nel dubbio non si fanno troppi scrupoli: che nessuno scriva, e il problema è risolto. Suo malgrado, la sciatrice Aiko Uemura (foto a sinistra. Molto carina, eh? ^_^) ha già avvisato tutti e nel suo blog si legge: “Durante i giochi il blog sarà fermo".
Resta una questione di non poco conto: come si comporteranno tutti gli altri Comitati Olimpici? Seguiranno il Giappone o lasceranno via libera sul web ai loro atleti? Chi vivrà, vedrà.

Fonte: http://www.korazym.org/news1.asp?Id=16182
postato da: : WallyWest alle ore 11:01 | Permalink | commenti (4)
categoria:polemiche
domenica, 29 gennaio 2006

  TORINO 2006: MADE IN CINA DIVISE VOLONTARI, PROTESTA LEGA SOTTOSEGRETARIO COTA, SCHIAFFO A NOSTRE AZIENDE TESSILI
  (ANSA) - TORINO, 29 GEN - ''Non penso che in nome della  tregua olimpica si possa tollerare di tutto''. E' quanto  sottolinea Roberto Cota, sottosegretario della Lega alle  Attività Produttive e alto commissario per la lotta alla  contraffazione, facendo riferimento alla notizia pubblicata oggi  dalla Padania che le divise dei volontari sarebbero state  realizzare in Cina.
  ''Di fronte alla notizia che le divise dei volontari di  Torino 2006 sono state fatte in Cina quando le nostre aziende  tessili sono in difficoltà - precisa Cota - non si può fare  finta di niente. Mi sento di dire che è una vergogna. Altro che  promozione del nostro territorio. E' uno schiaffo alle nostre  aziende del settore tessile che stanno subendo la concorrenza  sleale proprio dalla Cina. So perfettamente come la pensa la  sinistra e quale sia la filosofia che ha ispirato il Toroc: le  Olimpiadi della globalizzazione con meno identità possibile''.
  Cota chiede poi al sottosegretario Pescante ''di fare  qualcosa per riparare il torto subito dalle nostre aziende''.  ''Di pretendere ad esempio - aggiunge - una promozione  straordinaria per i prodotti delle nostre aziende tessili  durante gli eventi. Quanto al Toroc penso che debbano essere  decurtati del costo di queste divise gli ingenti contributi  pubblici che ricevono. E' una scelta che non si può condividere  in alcun modo''. (ANSA).
  29-GEN-06 17:15
postato da: : frittole alle ore 17:50 | Permalink | commenti (7)
categoria:polemiche